Abbazia di Sant’Eustachio

L’abbazia di sant’Eustachio, costruita nei primi anni dell ‘ XI secolo per volontà di Rambaldo III di Collalto, è stata donata ai monaci benedettini. Dedicata a S. Eustachio, soldato-martire protettore dei combattenti, ha avuto essa stessa un destino di distruzione. La leggenda vuole che custodisse la reliquia del braccio di S. Eustachio. Tra il 1532 e il 1560 l’abbazia ospita un cenacolo culturale di notevole importanza: Giovanni della Casa, Gaspara Stampa, Pietro Aretino. Qui Monsignor Della Casa scrisse il ‘Galateo’. Al Montello dedicò anche alcune rime. Gaspara Stampa, poetessa veneziana innamoratissima di Collaltino di Collalto, frequentò l’abbazia per far leggere le proprie opere, ma soprattutto nella speranza di incontrare il suo amato. A questo periodo segue un progressivo abbandono della abbazia, che culmina nel 1865 con il conferimento del titolo di abate di S. Eustachio al Vescovo di Treviso e con decreto del Papa Pio IX la prepositura viene estinta e il monastero messo in vendita. I Collalto lo riacquistano per preservarlo dall’incuria del tempo. Tra il novembre 1917 e il giugno 1918 imperversa la I^ Guerra Mondiale a ridosso del complesso abbaziale riducendolo ad un cumulo di macerie. Oggi l’abbazia è di proprietà del Comune di Nervesa della Battaglia.

Invia un commento

Devi essere logged in per pubblicare un commento .