Origini di Nervesa

Alle origini di Nervesa il nome era già noto a Plinio il Vecchio che nella “Naturalis Historia” nomina “vicus Nervesiae” . Una tomba con tracce di corredo, tegole, mattoni, pesi da telaio e l’importante epigrafe sepolcrale di una certa Tertulla della famiglia dei Ragonii, oggi conservata al Castello di S. Salvatore a Susegana, testimoniano l’occupazione romana iniziata presumibilmente tra il I° ed il II° secolo d.C . Posta al crocevia di importanti direttrici di transito, come la via Postumia che univa il Bassanese al Friuli e la Claudia Augusta Altinate che collegava l’Adriatico ai valichi alpini Nervesa ha avuto, da sempre, un ruolo importante. Fin dal periodo neolitico, il Montello e le rive del Piave erano frequentate da cacciatori che in queste zone trovavano facili prede. Lo testimoniano diversi reperti neolitici come cuspidi di frecce, coltelli e raschiatori. Nervesa ha origini  antiche, molto probabilmente dalla popolazione dei Nervi che si trovarono a far parte della colonia militare di Cusignana. Il nome Nervesa lo ritroviamo in alcuni documenti risalenti agli anni 994 – 1000 , dove Ottone III°, re di Germania, conferiva ai Conti Collalto il dominio feudale su Nervesa e il Montello. Verso l’anno 1000 la contessa Gisla e suo figlio Rambaldo III° diedero il via alla costruzione dell’abbazia Benedettina. Con Rambaldo IV°, verso la fine del secolo, vi furono ricche donazioni e una serie di esenzioni e privilegi da parte dei Papi.  La struttura Benedettina fu eretta in prossimità di una preesistente struttura difensiva medioevale, fu dedicata a S. Eustachio e diventò un importante insediamento spirituale e culturale, ma anche centro di potere con il quale i conti di Treviso cercarono di contrastare la potestà vescovile. Nei primi decenni del 1300 venne fondata, dalla famiglia dei Collalto, anche una imponente Certosa sul Montello dedicata a S. Maria e S. Gerolamo. Secondo la cronaca del certosino Antonio Da Macis, l’eremo trovò il naturale sviluppo nella valle detta “ delle tre fonti “ dove si era insediato nel 1320 l’eremita Giovanni di Fassa.

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